domenica 14 maggio 2017

L'internet

Al telefono:
"Libreria... buongiorno sono Marino."
"Ah buongiorno, volevo sapere se avete la guida EDT di Stoccolma."
"Un attimo che controllo.... si l'abbiamo."
"E quanto costa?"
"13.50."
"E come mai su l'internet la vendete a un prezzo più basso?"
"Non siamo noi a venderla in internet, il sito ha un suo magazzino a Milano e gli sconti valgono solo sugli acquisti on line, poi deve vedere se ci sono le spese di spedizione. In ogni caso internet e libreria fisica sono due cose diverse."
"Ah allora non siete voi l'internet."
"No, non siamo noi."
"Ah e può controllare a scaffale se l'avete."
"Dovrei averla, la giacenza c'è. Un attimo che vado a controllare fisicamente così siamo sicuri."
Controllo, la guida è lì, bella e pronta per essere acquistata.
"Le confermo la giacenza."
"Ah allora la compro su l'internet che costa meno."
Un fulmine Dea dei librai. Uno solo! Non ti chiedo tanto!

mercoledì 19 aprile 2017

Cosa ti aspetti che ti dica?



“Cosa ti aspetti che ti dica? Che avrai successo? Che il tuo libro verrà pubblicato da una grande casa editrice? Che sì, hai fatto bene ad autopubblicarti perché lo sanno tutti che il mondo è corrotto e che pubblicano solo gli amici degli amici? Cosa ti aspetti che ti dica? Che il titolo che sceglieranno per te spiccherà fra le centinaia di libri che escono tutte le settimane? Che sì, quella piccola casa editrice, quella tanto carina, quella etica, quella che ti ha offerto la pubblicazione poi promuoverà e distribuirà il tuo romanzo? O quell’altra, quella che ti chiede il “contributo”. Credi davvero che a quella interessi promuovere il tuo romanzo? Guarda che gli autori si lamentano sempre, anche quelli delle grandi case editrici. Siamo sicuri di aver scritto il romanzo del secolo, per questo poi ci rimaniamo così male quando il libraio alza lo sguardo dal computer e chiede: “Chi?”.
E chi può dargli torto del resto? Pensi davvero che abbia letto tutti i romanzi che sono in libreria, anche quelli che arrivano e se ne vanno dopo un mese? Non basterebbero dieci vite probabilmente.
Ma cosa ti aspetti che ti dica? Che l’idea romantica che hai dell’editoria è del tutto sbagliata? Che ormai è marketing? Che la casa editrice è un’azienda e che per sopravvivere deve guadagnare? Credi che arriverà il successo? Te lo auguro, mi auguro davvero che il tuo libro abbia un enorme successo. Ma ci sono ottimi libri che quel successo non solo non l’hanno mai raggiunto ma neppure sfiorato. Eppure meritano di esistere, per le loro bellissime storie, per il modo in cui sono stati scritti, per ciò che l’autrice e l’autore hanno espresso.
Perché se è solo il successo che insegui allora trovati un ottimo agente letterario, uno di quelli che fiutano il successo, individua un filone letterario in voga e scrivi una storia che possa creare consenso. E forse non basterà neppure quello. Forse non basteranno le fascette, le vetrine comprate, i premi letterari. O forse sì. Forse diventerai la nuova regina o il nuovo re della letteratura contemporanea.
Ma se scrivi per te stesso, per dire qualcosa, per tirar fuori quella palla infuocata che hai nello stomaco allora fallo in modo consapevole. Scrivi e basta, senza arroganza, con molta umiltà, mettendo in conto che sì, potrebbe essere uno dei tanti libri che non verrà pubblicato o uno di quelli che verrà pubblicato e morirà sullo scaffale.
Fallo con consapevolezza e un po’ di disillusione.
Allora, adesso, che cosa ti aspetti che ti dica?”

venerdì 31 marzo 2017

sabato 25 marzo 2017

Ma il sabato mattina non vorreste...

Esattamente cosa vi spinge a entrare in una libreria con il cellulare in mano mostrando la foto della copertina di un libro a un commesso (sì, mi sono arreso, non più libraio, lo ammetto, commesso) che sta già servendo altre due persone agitando il cellulare e chidendo: "Ce l'ha? Ce l'ha?". Cosa vi spinge a inseguire il suddetto commesso dopo che quello vi ha detto: "Un attimo per favore finisco di servire i clienti prima di lei e arrivo" continuando a ripetere, sempre agitando il cellulare sotto il naso del commesso: "Allora ce l'ha? Ce l'ha? Ce l'ha?".
Ma il sabato mattina non vorreste stare comodamente seduti da qualche parte a godervi la giornata di riposo (o voi che potete?), a fare colazione e guardare la gente passare? In un parco a leggere il giornale? A casa stravaccati sul divano ad ascoltare musica?

venerdì 10 marzo 2017

Tondelli Mon Amour


Rileggo Pier Vitorio Tondelli per un incontro che terrò a Castiglione delle Stiviere ad aprile e rimango colpito dalla sua scrittura immediata e fresca, l’avevo domenticato, l’ho letto tanto tempo fa, mi rinnamoro immediatamente di Tondelli, delle sue pagine, della sua umanità disgraziata. E riscopro gli anni a cavallo fra la fine degli anni settanta e i novanta, rivedo tutto quello che abbiamo dimenticato degli anni ottanta, la difficoltà di dirsi, le discriminazioni violente, la droga, la periferia lenta e noiosa, Bologna, città viva, attiva, i movimenti, la politica e mi sembra tutto così lontano, così disperatamente lontano. Sto male nel rileggere Tondelli, sto male per le aspettative tradite e andate, per le vite perdute, per i sogni rimasti a metà. E mi rendo conto che ho cominciato a scrivere anche grazie a lui, grazie alla sua letteratura. Un intellettuale lontano dall’immagine classica, un giornalista curioso e intelligente, capace di una scrittura ironica, violenta, diretta, anche volgare, immediata, che si forma nella tua mente come un film.
Rileggo Tondelli e gli sono grato per avermi strappato da quel senso di solitudine che aleggiava nelle mie giornate adolescenti, lo rileggo con la consapevolezza di cosa abbia significato vivere gli anni ottanta, l’eroina, le droghe, il sesso, le lotte, l’AIDS. Finisco ogni pagina con un senso di tristezza crescente, mi chiedo se sarò mai in grado di disegnare personaggi come quelli di Tondelli, se sarò mai in grado di descrivere la vita come faceva lui. Improvvisamente il mio cuore si fa pesante. Ancora una pagina. Ancora una pagina.

martedì 21 febbraio 2017

Autrici imboscate



“Scusi ha i libri della Simbosca? (Szymborska)”
Sì, aspetta che vedo dove si sono imboscati e arrivo…

giovedì 16 febbraio 2017

Per lei qualsiasi cosa!



Al telefono
“Libreria… buongiorno sono Marino.”
“Ah buongiorno, senta sto cercando il libro… non lo trovo da nessuna parte.”
“Aspetti controllo… no purtroppo non lo abbiamo neppure noi, mi risulta essere fuori catalogo quindi non è neppure ordinabile, ho anche già controllato all’interno delle nostre altre sedi ma non ce l’ha nessuno, mi dispiace.”
“Ah e io come faccio allora?”
“O va in biblioteca oppure si arma di pazienza e lo cerca come giacenza in qualche libreria.”
“A Bologna ho già chiamato Feltrinelli e coop ma non ce l’hanno, lei ne conosce altre?”
“Certo ce ne sono parecchie, anche piccole e indipendenti…”
“Allora facciamo così, lei le chiama tutte perché io sono un po’ stanca di chiamare e quando lo ha trovato mi telefona e mi dice dove, va bene?”
E perché mai dovrei farle fare la fatica di andare a prenderlo? Vado io in pausa pranzo e glielo porto direttamente a casa! Serve altro? Una pulitina al bagno? Un massaggino ai piedi? Le lavo la macchina?