sabato 3 dicembre 2016

Ex... forse

Signore che viene a vendere i libri:
"La mia ex moglie mi dice sempre di smetterla di comprare dei libri."
Silenzio, cliente:
"A dire il vero è ancora mia moglie. Cioè ci siamo sposati da poco ma mi butto avanti con il pensiero, anche perché mi sono già stufato!"
Ehm... Bé... ecco... si è fatto tardi e io dovrei proprio andare...

lunedì 28 novembre 2016

Il letargo del libraio



Scusate per la lunga assenza da un blog che mi ha dato moltissimo e che amo profondamente. Potrei dirvi che i motivi sono molti, gli impegni per il nuovo romanzo, per esempio. Ma sarebbe una scusa fasulla. Gli impegni riguardano quasi tutti ancora L’ultima volta che ho avuto sedici anni e di questo sono grato e vado fiero, da gennaio ricomincerò a girare per le scuole, se all’ascolto ci sono docenti o presidi io sono qui, a disposizione. L’umo che cade è un buon libro, ne ho già parlato, ma scrivere un buon libro, oggi, non basta. Serve molto di più in questo mercato. Serve inventiva, serve un marketing pazzesco, servono tante bugie. E non si tratta di finire in classifica ma di far arrivare il libro in libreria. Perché ormai è così, inutile negarlo, e se non si hanno gli strumenti per promuovere come si deve un libro allora è inutile anche pubblicarlo. Poi, certo, ci sono le dovute eccezioni. E le librerie sono piene di ottimi libri. E, a proposito, visto che non farò la lista dei libri per Natale vi consiglio Carne di Ruth Ozecki, è un fuori catalogo, a riprova che il mercato, oggi, è davvero impazzito.
E poi c’è il fronte interno: nuovo cambio societario, nuova gestione, nuovo restyling. Nuovo tutto. Anche se il nuovo non è altro che un ritorno al passato. E so che ci dicono tutti che è una grande opportunità. Ce l’hanno detto almeno sei volte da quando lavoro in libreria, ma io mi sento un po’ borderline e quasi non mi riconosco allo specchio.
E poi c’è la quotidianità che incombe su tutte/i noi e ti rendi conto che scrivere una pagina a settimana diventa sempre più difficile, che il blog si è intristito, che non sono più il libraio ironico ma un omuncolo stanco e melanconico.
Ma credo ancora in Cronache dalla libreria e confido nel 2017, scrivo poco e leggo tanto. Magari questo porterà a nuove inaspettate vie.
Marino

venerdì 4 novembre 2016

Occhi, orecchie, naso, bocca

"Scusi ha il libro Gli occhi d'oro di Bassani?"
Ah la famosa quadrilogia bassaniana: Gli occhi d'oro, Le orecchie di zinco, il naso d'argento, La bocca di rame...

lunedì 24 ottobre 2016

Ragazzi che amano

Mi hanno chiesto di scrivere un pezzo per Il Libraio (Lo trovate QUI ) su un libro che ho amato. Io ho raccontato la storia di un ragazzino e della sua migliore amica, lei un giorno gli ha regalato Ragazzi che amano ragazzi e quel ragazzino, improvvisamente, si è sentito meno solo, meno disperato, meno confuso. Ci sono libri che ti cambiano la vita, che ti aprono la mente, che ti aiutano a crescere. Non sarò mai abbastanza grato a Piergiorgio Paterlini e al suo bellissimo libro.

venerdì 14 ottobre 2016

Come lo fanno i librai (il pacchetto regalo)

Succede a: Tati

Cliente: "Puoi farmi un pacchetto regalo?"
Tati: "Certo."
Una volta chiuso il pacchetto il cliente vede un segnalibro che vuole aggiungere al regalo.
Cliente: "Prendo anche questo."
Tati: "Te lo apro (Il pacchetto regalo)?"
Cliente: "Si aprimelo".
Tati: "Non riesco ad aprirlo".
Cliente: "Forse se spingi si apre".
Tati: "Non sono brava ad aprirlo".
Cliente: "Aspetta... ecco, l'ho aperto!"
Tati: "Ok, ora te lo metto dentro (Il segnalibro)?"
Cliente: "Si mettilo dentro."
Tati: "Cavoli, è stretto (il pacchetto), non entra!"
Cliente: "Ci provo io... Ecco, vedi...  adesso è entrato tutto."
Tati: "Sì, sei stato bravo."
Cliente: "Bene buona serata."
Tati: "Ciao è stato bello..."
Altro che 50 sfumature...

sabato 1 ottobre 2016

Libri di catena e quelle cose lì

Al telefono:
"Buongiorno voi acquistate anche saghe di libri?"
"Che genere di libri sono?"
"Libri tipo Diario di un vampiro e libri di catena come quelle cose lì..."
Guarda i libri di catena te li compro di sicuro, anche quelli di ruota e di manubrio....

lunedì 26 settembre 2016

L'uomo che cade

Il primo bacio non è stato come me lo aspettavo. Sognavo una lunga passeggiata in riva al mare, mano nella mano, un tramonto di quelli che ferma il respiro, i due volti che si avvicinavano, il respiro nervoso, un brivido dietro la schiena e poi, finalmente, le labbra che si univano.
Il primo bacio me lo ha rubato un uomo di cui non ricordo più il volto, so solo che detestavo i suoi capelli, avevo quindici anni, un incontro clandestino con una persona di cui non sapevo nulla. Settimane di messaggi su giornali locali con la rubrica “incontri”. Usavamo uno pseudonimo per non farci riconoscere, niente cellulari, il giornale usciva il sabato. Io aspettavo con ansia tutta la settimana, passavo in rassegna tutti gli annunci e trovavo quel “RIF” che mi riguardava. Quando l'ho incontrato ero così agitato e impaurito che non sapevo cosa fare. Non mi piaceva ma mi sembrava scortese andarmene subito, così abbiamo parlato un po' e alla fine, a tradimento, è arrivato quel bacio. Mi sono staccato da quel corpo invadente e sono scappato. Ho provato disgusto, senso di colpa, ribrezzo.
È stata la prima volta che il mio animo romantico è stato tradito.
Ci sono romanzi che ti aiutano e ci sono romanzi che odi.
L'ultima volta che ho avuto sedici anni mi ha aiutato a superare il trauma del bullismo.
L'uomo che cade, invece, è un romanzo che vorrei non aver scritto.
Perché ogni pagina, per me, è un colpo al cuore, perché ogni parola che ho scritto mi ha provocato sofferenza.
Amo entrambi i miei personaggi, capisco Marco e comprendo Federico, sento la loro umanità disperata, l'imperfezione della loro quotidianità.
Pensavo che amare fosse più semplice, era tutto molto chiaro nella mia mente piena di illusioni. Nella visione onirica dell'amore c'eravamo io e la persona che amo, un grande amore, saremmo stati Giulietta e Romeo, insieme per l'eternità.
Per i romantici è tutto più difficile perché prima o poi devi fare i conti con la realtà.
E la realtà ti cambia, giorno dopo giorno, ti trasforma in una persona molto diversa da quella che eri. E alla fine la vita vince, nel bene o nel male, ha la meglio su di te, sulle tue aspettative, sui tuoi sogni, sulle tue illusioni.
Non sono l'uomo che avrei voluto essere. Ho accettato tanti compromessi, ho chiuso gli occhi tante volte, sono stato tradito e ho tradito.
Ma continuo a credere nelle persone e nell'amore, continuo a pensare che ci sia altro oltre il sesso.
L'uomo che cade nasce per parlare d'amore, tradimento, morte e rinascita. Non c'è nulla di scontato nelle nostre esistenze, non sappiamo quanto tempo abbiamo a disposizione, non conosciamo il senso della vita. È tutto troppo grande, troppo veloce, troppo intenso.
Ho raccontato una storia d'amore, quella di Federico e Marco, due persone molto diverse che si sono trovate e poi perdute, ho raccontato la quotidianità, qualcosa che potrebbe accadere a chiunque e l'ho fatto nell'unico modo che conosco: la scrittura.
Provate a chiudere gli occhi, immaginate come avreste voluto fosse davvero la vostra vita, e poi riapriteli e cominciate a leggere. 



Marino Buzzi
L'uomo che cade
2016, 220 p., brossura
€ 16 
Mursia 
Uscita prevista il 29 Settembre

martedì 20 settembre 2016

Semplice, no?



Succede a: Tati.
“Scusi, io avevo questo buono da spendere entro la settimana scorsa ma me ne sono dimenticato… quindi se io compro i libri oggi e lei mi fa lo scontrino datato una settimana fa posso usufruirne, che ne dice?”
Aspetti, vado di là a prendere la macchina del tempo, torno a una settimana fa, le faccio lo scontrino, torno e il gioco è fatto!
E ho anche smesso di bere il Tererito. Così, per dire…


martedì 13 settembre 2016

Manuale di sopravvivenza per librai durante il servizio scolastico



Per il normale svolgimento delle vostre funzioni vitali munirsi di:
Catetare
Pannolone per adulti
Sali (in caso di svenimento)
Due litri d’acqua
Frutta a volontà
Bustine di zucchero
Caffè
Defibrillatore

Per mantenere la calma:
fiori di Bach
Xanax
Valium
Musica Lounge
Preparazione Yoga (soprattutto per sopportare il telefono che squilla in continuazione)

Non reagite nel caso:
Una signora vi sbuffi in faccia maledicendovi solo perché le fate  notare che la porta dalla quale sta cercando di uscire scassinandola è l’entrata;
ragazzini che vi mandano a fare in culo con sorriso beffardo
Ragazzini che vi salutano con: “Addio stronzi” o “Ciao merde”
Mamme che si strappano le vesti perché il libro ordinato due giorni prima non è ancora arrivato
Persone che ti urlano chelascuolacominciafraduegiorniemiofigliononhaancoraillibrodieducazionefisica
Qualcuno decida di trattarvi come un mocio vileda e poi scriva su facebook che siete maleducati.

Ma se decidete di cambiare vita potete sempre farlo, là fuori c’è un mondo meraviglioso dove tutti hanno un lavoro, le aziende cercano personale, il jobs act ha risolto ogni tipo di problema lavorativo. Ma io confido in voi, amiche e amici librai, perché dovreste desiderare di cambiare lavoro? Voi siete l’ago della bilancia, siete il motore culturale dell’Italia, siete l’anima dell’idea rivoluzionaria che un libro può cambiare il mondo. E ora scusate, devo tornare a farmi insultare.